Abbiamo controllato lo stato delle piante e delle olive, osservando la distribuzione dei frutti, il grado di maturazione e l’eventuale presenza di problemi. Particolare attenzione è stata data alla mosca olearia, controllando le olive per verificare la presenza di punture o altri segnali di attacco. Abbiamo inoltre verificato la persistenza del trattamento effettuato in precedenza: la copertura risulta ancora ben visibile su foglie e frutti, segno che il prodotto è ancora presente e continua a svolgere la sua funzione protettiva.

Oliveto Resta
La Cavallina Alta
Un oliveto di circa 8.000 m², composto da poco più di sessanta piante ultrasecolari. Nel marzo 2026 ci è stato affidato da una proprietaria anziana che non riusciva più a occuparsene con continuità. L’impianto è molto rado e la grande distanza tra le piante limita già in partenza il potenziale produttivo. A questo si aggiungono cinque o sei anni senza potatura, che hanno reso le chiome eccessivamente fitte, ridotto sensibilmente la produzione e accentuato l’alternanza tra un’annata di carica e una di scarica. È quindi un oliveto profondamente marginale, impegnativo e oneroso da gestire, ma proprio per questo rappresenta uno degli esempi più chiari del tipo di luoghi che Resta vuole riportare dentro una cura stabile e duratura.
Dati verificabili
Un recupero che puoi verificare.
Superficie, lavorazioni, raccolte e lotti restano collegati all'oliveto, così l'avanzamento è leggibile nel tempo.
Superficie
8.000 mq
Lavorazioni
3
Raccolte
0
Bottiglie collegate
0
Stato del recupero
Ogni acquisto porta lavoro reale su questo campo.
La percentuale di recupero racconta interventi, manutenzione, pulizia, raccolte e nuovi lotti resi possibili dal modello Resta.
Avanzamento
40% recuperato
Olive raccolte
0 kg
Olio prodotto
0 kg
Resa media
—
Patrimonio varietale
Le cultivar dell'oliveto
Frantoiano
Cultivar locale, autoimpollinante
Leccino
Cultivar locale, non è autoimpollinante, l'oliva tende ad avere una maturazione precoce rispetto alle altre cultivar locali
Moraiolo
Cultivar locale con note piccanti, curiosità: rispetto ad altre cultivar tende a staccarsi più difficilmente
Cura nel tempo
Lavori eseguiti nell'oliveto
Lo storico rende visibile la continuità del recupero: non un intervento isolato, ma lavoro agricolo documentato nel tempo.
Trattamento a base di caolino, una polvere minerale naturale che, una volta distribuita sulla pianta, forma una sottile patina protettiva su foglie e olive. Questa copertura rende le drupe meno attrattive per la mosca olearia e contribuisce a riflettere parte della radiazione solare, limitando il surriscaldamento e la perdita d’acqua attraverso le foglie. Un intervento pensato quindi per proteggere il raccolto e aiutare la pianta ad affrontare meglio i periodi più caldi e asciutti dell’estate.
Installazione di trappole feromoniche di tipo *attract and kill*, progettate per attirare e neutralizzare in modo mirato la mosca olearia. A differenza di sistemi meno selettivi, queste trappole sfruttano il feromone specifico della specie, il 1,7-dioxaspiro[5.5]undecano, concentrando l’azione sull’insetto bersaglio. Questo permette di proteggere le olive riducendo fortemente il coinvolgimento degli insetti utili e degli impollinatori, come le api.
Il luogo
Dove nasce questo olio
Ogni oliveto recuperato racconta una parte del progetto Resta: terreni che rischiano di essere dimenticati, alberi che tornano produttivi e lavoro agricolo che diventa tracciabile.
Questo oliveto contribuisce al recupero di circa 8.000 mq di paesaggio agricolo.
Mappa esterna disattivata
Per mostrare la mappa dobbiamo contattare un fornitore esterno. Puoi abilitarla senza accettare altri tracciamenti.
Galleria
Immagini dall'oliveto

Raccolte